Scrittura Seo: come scrivere contenuti ottimizzati

Che senso avrebbe impiegare ore intere, giornate e settimane per creare il contenuto perfetto se poi non riesce a raggiungere la giusta visibilità?

Bene, in questo articolo ti spiego per filo e per segno come scrivere contenuti ottimizzati in ottica SEO

Dalla teoria alla pratica, troverai vere e proprie chicche che ti aiuteranno a capire come dare uno slancio ai tuoi contenuti.

Iniziamo subito!

Scrittura seo: che cos’è? 

Quando si parla di scrittura SEO ci si riferisce all’integrazione di due discipline:

Si tratta di rispettare specifici criteri strutturali e contenutistici per dare vita a contenuti in grado di posizionarsi tra i primi risultati della SERP. 

C’è molta carne sul fuoco, probabilmente più di quanto immagini.

Partiamo con l’analisi!  

Individuazione delle reader personas

La prima cosa da fare quando si scrive in ottica SEO è individuare le reader personas, vale a dire il lettore tipo a cui potrebbe interessare il contenuto.

Non basta una semplice analisi socio-demografica con età, occupazione, interessi e passioni. Bisogna andare a fondo.

Se ci pensi, la scrittura è spietatamente soggettiva: il mio modo di scrivere potrà piacere a te ma non a qualcun altro.

È proprio per questo che nella scrittura SEO-oriented bisogna fare estrema attenzione al target di riferimento, tenendo ben presente che cosa cerca o in che modo potresti soddisfare la sua domanda

Qui parliamo proprio di analizzare il sistema di valori in cui crede il lettore, che cosa lo smuove, in che modo ragiona, come si comporta e come interagisce con le altre persone. 

Non preoccuparti: da Google Analytics agli insight di Facebook, dalle community online o semplicemente dai commenti sotto ai post… Otterrai molti dati e informazioni importanti. 

Ma tutto questo, è proprio necessario?

Sì, senza ombra di dubbio.

Ti rivolgeresti mai in tono amichevole al tuo capo il primo giorno di lavoro? Beh, no. Allora perché usare un tono informale se il tuo blog si rivolge ad aziende di un certo livello? 

Sai, capire quale tono di voce usare è a dir poco essenziale per creare contenuti che abbiano (davvero!) un riscontro dal pubblico. 

È semplice:

conoscere il tuo interlocutore significa comunicare in modo efficace

Ma aspetta, perché non si tratta solo di reader personas: il puzzle non è ancora completo.

Search intent, comprendere le necessità dell’utente 

Capire il search intent dell’utente significa sapere esattamente che cosa vuole ottenere attraverso la sua query. 

È molto importante. Anzi, direi imprescindibile.

Abbiamo già visto come funzionano i motori di ricerca: un mix tra corrispondenza keyword e statistica.

Mi spiego meglio.

Nel caso delle parole omonime, ad esempio, Google restituisce i risultati più pertinenti tenendo conto delle performance di quella determinata keyword e dei ranking passati. 

Ma come capire che cosa sta cercando l’utente?

La risposta è piuttosto semplice: analizzare la correlazione tra la keyword in questione e il comportamento dell’utente. Non dimentichiamoci inoltre quant’è importante entrare in empatia con il proprio cliente ideale, mettersi nei suoi panni e chiedersi: “Bene, cos’altro vorrebbe sapere, quale ulteriore informazione potrebbe essere utile?”

Ci sono 3 diverse search intent:

  • Navigazionale: l’utente sa che cosa vuole ottenere. Nella query ci sarà il nome del brand, del prodotto o del sito di suo interesse; 
  •  Informazionale: l’utente sta cercando delle informazioni. Che cos’è la SEO? Quali sono le tecniche vincenti? Come si crea un blog di successo? 
  • Transazionale: l’utente vuole fare un acquisto, iscriversi a una newsletter o procedere con il download di una risorsa.

Passiamo ora al cuore della questione.

Ricerca parole chiave

La ricerca delle parole chiave è il momento forse più importante quando si parla di SEO.

In effetti, più la corrispondenza tra keyword e search intent è alta, più la possibilità di intercettare gli utenti nel momento in cui ti stanno cercando, aumenta. 

Le piattaforme? Ubersuggest, Seozoom, Semrush. 

Non credere che il lavoro sia finito qui, non basta inserire qualche keyword qua e là. Ti suggerisco di:

  • Inserire la keyword principale all’inizio del primo paragrafo: le prime 5 parole sono le più importanti per il crawler in fase di scansione;
  • Inserisci la parola chiave nel titolo;
  • utilizza nel testo la giusta quantità di parole chiave: non solo la main keyword, bensì anche sue variazioni, sinonimi, parole chiave correlate, sempre in modo naturale e senza esagerare;
  • Utilizza le parole chiave correlate nei titoli dei paragrafi (H2, H3) per sviluppare in modo verticale l’argomento trattato, rispondendo a tutte le possibili necessità di conoscenza del lettore

 Contenuti a parte…

La compilazione dello snippet

Lo snippet è un “ritaglio” di testo che compare nella pagina dei risultati di ricerca (nella Serp).

Vediamo ora nel dettaglio tutti gli elementi che compongono lo snippet:

  • Tag title: costituisce il titolo principale (da non confondere con il titolo dell’articolo!) e introduce l’argomento trattato. Deve contenere la keyword più importante, meglio se all’inizio, e non dovrebbe superare i 55 caratteri di lunghezza. Il tag title nasce proprio per agganciare l’interesse degli utenti, aumentare la percentuale di click through rate (rapporto tra numero di click e visualizzazioni dello snippet). 
  • Meta description: sotto al tag title, descrive il contenuto della pagina, entrando un po’ più nel dettaglio. Anche la meta description deve contenere la keyword principale, non deve superare i 120 caratteri e concludersi con una CTA che invogli al click.
  • URL: ne parliamo in modo più dettagliato nel prossimo paragrafo. 

Compilare lo snippet seguendo i giusti criteri è fondamentale. Deve essere coerente con il contenuto della pagina, pena il rimbalzo dell’utente, che non trovando le informazioni promesse, non esiterà un istante a lasciare la nostra pagina web.

scrittura seo, compilazione dello snippet

L’importanza delle Url seo friendly 

L’URL è l’indirizzo della pagina web e proprio per questo deve essere univoco, chiaro e contenere le main keyword. 

In particolare, c’è il dominio (www.nome azienda) e lo slug, che invece è la parte da poter ottimizzare.

Bene, in questo caso dovrai:

  • Separare le parole con trattino alto, non underscore
  • Evitare caratteri speciali che complichino la vita al crawler
  • Scrivere tutto in lettere minuscoleI
  • Inserire la main keyword keyword
  • Evitare le stop-words se non strettamente necessarie

Ti starai chiedendo perché è importante ottimizzare anche l’URL. Ti rispondo subito: 

Avere un URL curato, chiaro e comprensibile farà percepire un sito affidabile perché l’utente, leggendolo, saprà dove si trova e ciò che lo aspetta. 

Sei d’accordo?

Come formattare il testo 

Anche la formattazione del testo è importante in ottica SEO. 

  • Suddividi il contenuto in paragrafi: evitarai così muri di testo e potrai sfruttare i titoli dei paragrafi per inserire delle Keywords correlate.
  • Ogni paragrafo o “capitolo” (H2) indica gli argomenti trattati e non dovrebbe superare i 300 caratteri, mentre i sottoparagrafi (H3 e H4…fino all’H6) i 150; 
  • Ogni frase dovrebbe avere al massimo 25 parole;
  • Un solo titolo principale (H1) per pagina;
  • Dovresti creare un percorso visivo con i grassetti, ma attenzione: non sono i semplici bold, ma gli strong, che rafforzano il valore della keyword in questione. 

Inserimento di immagini ottimizzate

Prima di caricare qualsiasi immagine, assicurati che rispetti la dimensione giusta: se è troppo grande, il file sarà pesante e potrebbe rallentare il sito.

Assicurati, anche, di rinominarla con le parole chiave corrispondenti (software xyz) senza caratteri speciali o numeri che potrebbero mettere in difficoltà il crawler.

Infine, ricordati di inserire il tag alt, una sintesi che indica in modo esaustivo il contenuto dell’immagine: è fondamentale per l’indicizzazione sui motori di ricerca. 

Inserimento di link interni

A che cosa serve l’internal linking? te lo dico subito:

  • migliorare la user experience, valorizzare i contenuti e aumentare il tempo di permanenza: ecco a che cosa servono i link interni. 

Sono i collegamenti ipertestuali che permettono di navigare da una parte all’altra del sito web, da una risorsa all’altra. 

Il segreto? Trovare contenuti che siano in linea con quello di riferimento e che siano in grado di portare traffico sulle diverse pagine.

In questo modo, il motore di ricerca capirà il peso e le relazioni dei post: proprio per questo è importante prediligere la qualità alla quantità. 

Un ultimissimo consiglio: inserisci un massimo di 2 link esterni che rimandino a risorse autorevoli.

Conclusioni

Come vedi, gli accorgimenti da implementare non sono pochi, ma ne vale davvero la pena: essere visibili online, non serve che te lo dica, è fondamentale per avere successo. 

Se hai bisogno di un aiuto, abbiamo una professionista a tua disposizione.