Social Media Marketing: che cos’è e quali sono i vantaggi per la tua azienda

Relazioni. Il marketing stesso ruota intorno alla creazione di relazioni durature e concrete tra i clienti e l’azienda, basate su fiducia e stima reciproca. Il segreto? Una comunicazione efficace. E in questo, i social network sono una risorsa estremamente preziosa. Riflettici un attimo: cosa sono i social network se non un luogo di condivisione di idee, contenuti e informazioni?

È proprio da queste premesse che nasce il Social Media Marketing, vale a dire quel settore del digital marketing che utilizza le immense potenzialità dei social per promuovere e far conoscere un brand o un’azienda.

Iniziamo subito!

Cosa fa un social media manager

Un social media manager si occupa di curare e gestire la presenza di un’azienda o di un brand sui social network. E no, non è solo “il tizio” che posta il contenuto, scrive la caption e mette un paio di hashtag qua e là, non proprio. 

Spesso infatti c’è quell’inverosimile percezione che i social siano solo “roba per giovani” e niente di più. Ma non potrebbe esserci idea più sbagliata, e te lo dimostro all’instante. 

Il report “Digital 2021” redatto da We Are Social dimostra che a gennaio 2020 gli utenti dei social network avevano raggiunto ben 4,20 miliardi su una popolazione totale di 7,83 miliardi di persone. Già, proprio così. Questi numeri lasciano una vaga sensazione di stupore, non è vero?

Capisci come avere una figura che si occupi di analizzare, pianificare, gestire e monitorare i social network per la tua azienda o il tuo brand, può fare davvero la differenza. Arriviamo al dunque: che cosa fa, quindi, un social media manager?

Analizza lo stato di salute della tua azienda e dei tuoi competitor, studiandone la presenza sui social, la qualità e l’attinenza dei contenuti, la tipologia di audience e i kpi. Avere tutti questi dati specifici e concreti permette di creare una strategia di valore.

Infatti, il social media manager  si occupa anche di pianificare in modo strategico un piano editoriale che sia coerente con la mission e la vision dell’azienda. In altre parole, stabilisce la struttura dei contenuti, i tempi e gli argomenti al fine di creare quelle interazioni inclini a diventare lead o conversioni. 

E questo è fondamentale, perché avere una guida pensata nei minimi dettagli ha un ruolo enormemente decisivo nel poter ottenere dei risultati reali, concreti e forti. C’è di più…

Il monitoraggio e lo studio delle performance è un imperativo tanto ovvio quanto costante. Perché? Per poter ottimizzare i contenuti rendendoli più stimolanti e incisivi. 

L’importanza del Social Media Marketing

Avrai sicuramente già intuito che il Social Media Marketing è una e vera risorsa di business. Ma se non ne sei ancora del tutto convinto, lascio parlare ancora una volta i dati. 

Si stima che in Italia siano circa 35 milioni le persone che interagiscono sui social, più della metà della popolazione totale (58%). Non serve che te lo dica: la visibilità che i social network ti offrono è vastissima.

Va da sé che non avere un profilo social incide molto sul successo del tuo brand o della tua azienda. Quante volte hai detto o hai sentito dire “questa azienda non ha un account Instagram, peccato”. I social, ognuno in modo diverso e se gestiti correttamente, costituiscono un ponte diretto tra l’azienda e gli utenti. 

Per quale motivo? Perché i contenuti sono già espliciti. Riflettici un attimo: trovare le notizie in modo rapido e veloce non è forse essenziale in una società in cui “vado di fretta” è una costante? E poi…

All’utente non viene richiesto nessuno sforzo in più. Conosce l’azienda semplicemente facendo scrolling di contenuti (e gli algoritmi, in questo, danno una mano), aiutandoti a trasmettere la tua brand image. Per non parlare poi della brand awareness che, ovviamente, ne risentirà in modo positivo. 

Proprio perché il contatto con il brand è avvenuto in modo naturale e non spinto con CTA invasive, diventare il prodotto top of mind per l’utente sarà molto più facile. Occhio però a non fraintendere.

Mi spiego meglio: i social sono un grande aiuto si, ma la mera presenza online non è sufficiente. Bisogna avere dei profili costantemente aggiornati e curati in modo strategico, come ti spiegherò tra poco. Prima però, diamo un’occhiata a quali sono i social network che, ad oggi, sono i più utilizzati.

I principali social network 

Per loro natura intrinseca i social network sono in continuo fermento, evolvendosi di pari passo alla realtà in cui viviamo. Secondo il report Digital 2021 redatto da We Are Social in collaborazione con Hootsuite, i social più usati sono Facebook, YouTube, Instagram e TikTok. 

Facebook è sicuramente uno dei social più conosciuto: conta infatti 2,7 miliardi di utenti. Il target è molto vario e ampio, quasi “di massa”. Nato con l’obiettivo di accorciare le distanze fra gli utenti, nel corso degli anni Facebook ha implementato diversi strumenti e funzioni che lo hanno reso un prezioso strumento di business e digital marketing.

Il successo crescente dei formati video ha contribuito a portare al secondo posto in classifica YouTube con 2,2 miliardi di utenti. Ideato nel 2005 come piattaforma di video sharing, con il tempo si è trasformato in un vero e proprio social network, con tanto di canali personali e aziendali che hanno un’elevata potenzialità di creare engagement e fidelizzazione.

Un altro social che valorizza il lato visual è Instagram. Con 1,2 miliardi di iscritti è la prova vivente di quel famoso “content is king” di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo. Laboratorio di fotografi, content creator, influencer e community, deve il suo successo a una continua attenzione verso la mobile user experience e al costante lancio di nuove funzionalità. 

Continuando in ambito visual, troviamo TikTok con 689 milioni di utenti. La parola d’ordine? Creatività. Si tratta infatti di una piattaforma che permette di creare e condividere video musicali di breve durata che spaziano da un tema all’altro, utilizzando effetti speciali tra i più disparati. 

Facebook, YouTube, Instagram e TikTok (e i social network in generale), sono dei veri e propri moltiplicatori delle possibilità di business di aziende e brand. Attenzione però: solo se usati correttamente e attraverso una strategia di Social Media Marketing. Che cos’è? Te lo racconto subito.

Devo essere presente su tutti i social per ottenere risultati?

La risposta è no.


Non pensare al social media marketing come a una corsa per la creazione di un account aziendale
in ogni singola piattaforma esistente.
Un buon social media manager, come vedremo nei paragrafi successivi, parte da un’analisi interna
dell’azienda: dal tono di voce alle buyer persona, dalla tipologia di offerta fino agli obiettivi da raggiungere attraverso i social.
Solo una volta ottenuti e analizzati tutti questi dati si potrà scegliere il o i social più adatto alle
richieste aziendali.


Se hai letto il paragrafo precedente l’hai sicuramente capito: ogni piattaforma ha un suo linguaggio. Dall’aspetto visivo con Instagram al lato informativo di Facebook, dalla professionalità di Linkedin alla vivacità di TikTok.

Ti faccio un esempio: se parliamo che di un’azienda il cui sistema di valori ruota attorno a un
linguaggio formale e istituzionale, utilizzare piattaforme creative come TikTok potrebbe non essere
appropriato.
Oppure, se parliamo di un brand di immobili che vuole puntare sull’aspetto visual, con contenuti
costituiti prevalentemente da foto e video, Instagram potrebbe essere la scelta migliore.


In effetti, essere presenti sul social sbagliato significa solo una cosa: non raggiungere il tuo
pubblico target.


Al contrario, scegliere la piattaforma più adatta al tuo brand o alla tua azienda significa sfruttare al
100% le potenzialità del social media marketing.
Stop, ferma tutto.
Chiariamo subito una cosa: tutto ciò che ti ho appena detto non deve portarti a pensare che sia
meglio focalizzarsi solo su un’unica piattaforma social.


Diversificare la presenza sui social è estremamente importante perché avrai la possibilità di
esprimere il sistema di valori del brand a 360º attraverso contenuti e linguaggi di natura diversa.
Ma non solo.
Il 4 ottobre 2021 Facebook, Instagram e Whatsapp hanno smesso di funzionare in moltissimi paesi
di tutto il mondo.
Non è la prima volta che capita: basta un errore di configurazione e un’intera macchina di business
si stoppa.
E i social competitor ne traggono vantaggio.
Twitter ha esordito con un simpatico “Hello literally everyone” che ha suscitato una serie di risposte
di brand come Mc Donald, KFC e Warner Bros.

Dal canto suo Facebook ha perso 6 miliardi di dollari e il 5% del suo valore in borsa.
Che dire, quindi?

Beh, diversificare la propria presenza sui social è fondamentale!

Piano di Social Media Marketing 

Un piano di Social Media Marketing non è altro che l’insieme delle azioni da intraprendere per centrare gli obiettivi prefissati. Le parole d’ordine sono chiarezza, organizzazione e praticità: ti spiego subito come applicarle durante le 5 fasi che qualsiasi strategia social dovrebbe avere. 

La prima cosa da fare è un’analisi interna e dei competitor. È di fondamentale importanza condurre un’indagine approfondita su quanto e come la tua e le altre aziende siano presenti sui social, per poter capire quali sono i punti di forza, ciò che non ha funzionato e le potenzialità che puoi sfruttare. Sì, ma per esempio? 

Potresti analizzare quali sono stati i post che hanno avuto più successo in termini di contenuto e di formato, lo stato di metriche come copertura o tasso di coinvolgimento, gli asset digitali già presenti e le relative performance, il tone of voice generale e la brand reputation. 

Una volta raccolti tutti questi dati, si passa a stilare gli obiettivi, ma fai attenzione. Sì, perché ciò che stai per leggere è tremendamente importante, visto che si tratta di un punto cruciale nella stesura del tuo piano di Social Media Marketing.

È essenziale che tu sappia, infatti, che gli obiettivi devono essere in perfetta linea con la strategia di marketing dell’azienda. Solo in questo modo gli utenti percepiranno una continuità coerente con la vision del brand. Ma entriamo più nello specifico. Mai sentito parlare della formula SMART? Ogni lettera corrisponde a una caratteristica che i tuoi obiettivi dovrebbero avere: specific, measurable, attainable, achievable, relevant, time-bound. Lascia che ti spieghi.

Secondo questa espressione gli obiettivi dovrebbero essere specifici (espliciti, chiari e dettagliati), misurabili (in questo caso avere dei kpi da monitorare costantemente può essere utile per avere dati concreti e validi), raggiungibili (usa il buon senso e basati sui dati storici), rilevanti (devono cioè portare un valore aggiunto all’azienda) ed essere definiti da un certo limite di tempo. 

Attenendoti a ogni singolo elemento di questa formula, sarai sulla strada giusta per riuscire a ottenere enormi vantaggi dalla tua strategia di social media marketing. 

Siamo già a metà strada: andiamo avanti!

La definizione degli obiettivi è strettamente collegata allo studio e alla profilazione del target di riferimento. Prova solo per un attimo a metterti nei panni di chi è dall’altra parte: interagire con dei profili social a cui senti non appartenere ti porterà a schiacciare il tasto “segui” o “mi piace”? O ancora, sarai propenso a lasciare i tuoi dati e iscriverti alla newsletter? Beh, immagino di no. 

Capisci bene che per l’azienda o per il brand esaminare in maniera approfondita il target di riferimento e creare delle buyer persona ad hoc, specifiche e che sfiorano il reale è tutto di guadagnato. In base alle buyer persona, infatti, cambieranno i contenuti e il modo di comunicare, al fine di essere sulla stessa linea d’onda dei potenziali clienti, facendoli sentire capiti e perfetti per la tua offerta. 

Sì, ok, ma nella pratica?

Analizza il lato socio-demografico (vita professionale, obiettivi, problemi, valori), valuta quali potrebbero essere le obiezioni all’acquisto (tempo, credenze, confusione, soldi) e quali invece i punti di riferimento (libri, siti e influencer preferiti). 

Bene, arrivati a questo punto hai tutti gli elementi necessari per la creazione del piano editoriale. Seguimi…

Com’era? Content is king. Non puoi fare a meno, quindi, di creare una content strategy che racchiuda in sé la tipologia e la struttura precisa dei contenuti che pubblicherai o promuoverai sui social. Conosci la regola dei terzi? È una vera chicca per capire come distribuire in modo equo i tuoi contenuti. 

Un terzo dei contenuti dovrebbe riguardare la promozione dell’attività del brand o dell’azienda, comunicandone il sistema di valori. Un terzo dovrebbe servire a trasmettere le idee e le storie del settore di riferimento. L’ultima fetta di contenuti, infine, dovrebbe essere usato per la promozione del prodotto o del brand. Interessante, vero?

La content strategy prende vita attraverso il piano editoriale: un vero e proprio calendario che elenca le date e gli orari di pubblicazione dei contenuti. Deve essere flessibile e adattarsi a ogni stagionalità o occasione, modellandosi in base alle necessità dell’azienda. 

Ecco fatto: siamo arrivati alla fine.

Non dimenticarti l’importanza di monitorare, misurare e analizzare l’andamento della tua strategia, che per sua natura è sperimentale. In che senso? Come ti dicevo nel paragrafo precedente, i social sono tutt’altro che statici. Va da sé, quindi, che la nascita di nuove tendenze sia all’ordine del giorno. Capisci bene che un piano editoriale richiede ritocchi e aggiustamenti continui, per essere sempre attuale. 

Sì, e ora?

Quali sono i vantaggi che apporta una strategia di SMM

Bene. Ora che conosci la parte più tecnica di una strategia di social media marketing, voglio farti capire perché è ormai necessaria per qualsiasi brand o azienda. Voglio arrivare subito al nocciolo del discorso, senza troppi giri di parole. 

Essere presenti sui social in maniera attiva, coerente ma soprattutto strategica ti offre un’arma tremendamente vincente: il coinvolgimento del tuo pubblico target. Hai la possibilità di creare interazioni in modo immediato tramite contenuti (ovviamente) studiati. Sì, proprio quei post che hanno il cosiddetto “thumbstopping power”, che hanno cioè la capacità di bloccare lo scrolling dell’utente, attirare la sua attenzione e accompagnarlo nel profilo di riferimento. 

Tutto bello ma… Come si può fare?

Ci sono tecniche come l’instant marketing che, cavalcando l’onda delle notizie dell’ultimo minuto o dei trend in voga, ti permettono di creare dei post che hanno altissime probabilità di diventare virali. Cosa serve? Niente di più di ciò che dovresti avere per una buona strategia di Social Media Marketing: creatività, tempismo, flessibilità e la capacità di saper intercettare ciò che potrebbe piacere al tuo pubblico. 

Penso che tu abbia già capito dove voglio andare a parare: l’analisi. Avere un piano di Social Media Marketing ti permette di massimizzare l’efficacia della comunicazione e delle campagne grazie ai tantissimi dati che riesci a ottenere. Hai la possibilità di arrivare a conoscere talmente bene il tuo pubblico da riuscire ad anticiparne le domande, facendo leva sui luoghi comuni (estremamente vantaggiosi): gli utenti, vedendo che riesci a capirli, si fideranno sempre più di te. A proposito di questo…

Tool e insight a parte (utilissimi), pensaci un attimo: il tipo di commenti e le emoji possono insegnarti moltissimo. Osservando e analizzando semplicemente questi aspetti puoi già farti un’idea complessiva del mood che si respira, di come ragionano gli utenti e delle loro preferenze. Questo ti permette di capire quale sia la strada giusta da percorrere, cosa funziona e cosa no: insomma, l’hai capito. Tutto questo aumenta la costumer satisfaction, che non è cosa da poco.  

Conclusioni

Arrivati a questo punto, sono sicura che tu abbia capito che avere una strategia di Social Media Marketing è tremendamente importante. Anzi, oserei dire che è assolutamente necessario: aumentare le possibilità di business non è forse ciò a cui ambisce qualsiasi brand o azienda? Immagino di sì. Bene, pensa ai risultati che potresti ottenere facendo leva su piattaforme utilizzate da più della metà della popolazione mondiale.

Stimolante, non è vero?